Tonitruanti agglomerati si avvicinano
il terrore che mi incutono è immenso
io reagisco nel mio "io" ma non riesco
a districarmi dalla giungla di sentimenti
le guardo mentre si avvicinano e urlo
"venite qua, nubi e cirri".
La metereologia dei sentimenti
delle anime, dei cuori spezzati.
Accresce dentro di me un sentimento strano
molto strano, ma che cerco di interpretare
ci sono nubi cuneiformi dentro di me
e io cerco di comprendere quello che sta accadendo.
Orsù, mi dico, epicamente mi sorreggo su di me
e poi mi alzo e vado al lavoro schiavo
schiavo di una infinita ricca povertà
di sentimenti, di cantilene, ti turpi emozioni.
Poi penso a quanto costa al mondo la vita
la vita degli esseri indegni che vivono nel limbo
ed abbaudiscono come cani sciolti e riacciuffati
nelle lande scoperchiate sempre da loro: le nubi.
Un bel giorno mi trovossi che dovevo scappare
perchè sentivo il fiato sul collo della morte che arrivea
ma io ero sano e non era la morte fisica
era la morte civile che è una cosa ben diversa
In quel mentre l'aiuto venne dalle nubi
nubi cuneiformi dentro di me
che io cercavo di spazzare emettendo sonorità
ma non era possibile, erano troppe e di dentro.
Ad un bel tratto mi si presentò l'occasione
di gettarmi nel Sarno per purificare il mio corpo
e nerboruto mi buttavo, coi muscoli al vento
e nuotavo tra delfini e plancton.
Venni assalito da una rigogliosa voglia di te
ma tu, chi sei?
Cirrocumulo dei miei stivali, dentro di me
non c'è più spazio, devo ingrandirmi.
Ad un tratto sentivo che le caviglie mi dollevano
ma io ero troppo forte e i miei muscoli spingevano
la barba, gli occhi e i zigomi erano persuasi
che io ce la potevo fare...
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2 commenti:
Dio cane... i delfini nel Sarno?
Usare un po' di fantasia va bene ma puttana madonna, c'e' un limite anche alle troiate!
Non è la morte civile, la tua è la morte cerebrale.
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