lunedì 26 maggio 2008

dentro di me: il vuoto

dentro di me, il vuoto.
dietro di me, una presenza.
dopo di me: nulla.

Nulla che ti calmerà, nel chiarore della sera e della mattina.
L'oscurità della notte: tuoni, lampi, grida, cani, neve, freddo.

dentro di me, il vuoto.
ditro di me, una presenza
dopo di me: nulla.

Il potere della notte, la macchina-cielo, il potere della macchina-cielo.
Gli indù adoravano come un totem la recrudescenza dell'anima.
Ologrammi dentro di me, mi dicono di lasciar perdere...
Ma l'amore è una situazione troppo sconvolgente, io non riesco a placare il fuoco che è in me e che brucia sia me che te...
Ma quanto tempo è passato, amore mio?
Sembra un'eternità, ma è solo poco tempo, pochi anni.
Tuoni e fulmini nel mio cuore di giovane uomo.
Ma l'apparenza è tutt'altra cosa: appaio placato ed assente.
Mentre ci sono, e sono con te, ovunque tu vada...
Feliciana, troppo tempo ho perso senza amarti.
Era quando non ti conoscevo, ma mi è sembrato tempo inutile...

Dove siamo stati, prima di conoscerci?
In che epoca?
In che inferno?

Il vuoto mi circonda e mi assale, quando non ci sei.
Quando tutto si ricrea intorno a me, quando tutto è tutto è niente è tu.

Tu sei ciò che volevi?
Io non lo so.. So solo che ti amo e che se tu mi amassi sarebbe tutto più semplice in questo mondo...

Avviso ai lettori:

VI PREGO DI NON FARE A CASO AI COMMENTI DI ALCUNI STUPIDI CHE VENGONO DA INSULTI CREATIVI E CHE DICONO SOLO SCEMENZE. NOI AMANTI DELLA POESIA TIRIAMO DRITTO.

Firmato Anto-Pìo.

Paparazzi

Ma che volete, paparazzi

non si sparano più i razzi

non abbiamo neanche i mezzi

s'è un bastone tu lo spezzi



Tu conosci Materazzi?

Se ti spiace allora stazzi

non ho tempo di guardare

vieni qui ad allattare



Sai che bello a Putignano

c'era sempre anch'un bel nano

lui diceva la preghiera

aggrappato alla ringhiera



Un bel dì c'è Senofonte

che si abbeve alla sua fonte

dice che non c'è più tempo

deve andare anche a Sorrempo.



Quanto tempo ormai passato

quante gioie ho già scordato

quante cosa voglio dire

prima che sia l'imbrunire



Vieni qui orsù bambina

che più in là c'è la latrina

vieni qui a far contento

tutto il prete e il suo convento



Ma ti rendi conto delle cose che dici? Ti rendi conto che viviamo in un mondo dove tutto è frugace?



Forse no, mah... Chissà.



Firmato Antopio.

Aiuto, emergo.

Cibo,
per l'anima...

Cibo,
per il corpo...

Cibo,
per lo spirrito...

Cibo,
per l'ettere.

Ma quanto tempo è passato da quando tu sei venuta?
Feliciana, io t'amo oggi con me non ti o amato mai...
Vieni qui da me, fammi riposare sulle tue braccia confortevoli...
Dimmi una parola che sia solo l'occasione per capire tu chi sei!
Dimmela!
Dimmela!
Dimmela!

Io ti o amata, io ti o capita! Io ti ho detto tutto ciò che volevi sapere di me mentre tu di te non mi hai mai detto niente se non che hai un fratello che si chiama Gianluca che però lo sapevo già perchè eravamo in classe in sieme io e Ginaluca dai tempi delle medie.

Feliciana, i tuoi capelli, color fuliggine
Feliciana, i tuoi seni, color fuliggine
Feliciana, i tuoi capezzoli ardenti... Quella volta che gl'intravisti sbucaron dalla tua camicietta e tu mi disti "non guardare!" e ti schermivi dietro al lauro, ma io sapevo che tu sapevi che volevi che io ti guardavo. E me li hai mostrati inconsciamente.

E io, non posso.

martedì 20 maggio 2008

Riflessione su di me = autoreferenzialità, maledetta autoreferenzialità...

Maledetta autoreferenzialità...
Maledetta o malefica?
Mi interrogo
Molte volte al giorno
Ma quanto tempo è passato da quella volta che sei venuta a casa mia?

Ti ricordi?
Tempo addietro mi dicesti che avrei potuto anche piacerti...
Tutto dimenticato?
Tanto, eh!
Tette ne hai, comunque.

Ovvio che tu non voglia più metterti con me,
Ondivago come sono, dirai
O forse è perchè ho la macchina scassata?
Occhi neri, denti bianchi, capezzoli turgidi e irti.
Ovo Sodo, a livello di film, non mi fa impazzire.

Vieni qui.
Voltati.
Vomita!
Valeria.
Vittima della mia autoreferenzialità.

Firmato Antopio.

giovedì 15 maggio 2008

Arriva l'Estate

Arriva l'Estate
odor di patate
di gambe spellate
di erbe appassite

Mi chiamano scemo
ma io non li temo
c'è anche zio Remo
non hai pers'il treno

Ti chiamano pazzo
non sei certo un razzo
ma io non ti ammazzo
di fiori n'ho un mazzo

Al dunque si arriva
com'è giunto alla riva
quel tal che grugniva
e dormò nella stiva

L'estate che avanza
tu che fai la stronza
hai preso una sbronza
c'è un'ape che ronza

Partiam per la Grecia
appisoliamoci in aereo mentre facciamo le parole crociate
ma non ci vengono...
E' come un verso del poeta Sildecart ma meno forbito!

Arrivano i nostri
che facce da mostri
le navi coi rostri
le tele che mostri

C'è tempo per fare
c'è tempo per dire
c'è temp'er amare
c'è temp'er fumare

Tuo figlio ti aspetta
ma non ti sgambetta
dico quanto ti spetta
per il lavor di provetta

Un giorno mi sono trascinato stancamente in discoteca ma non mi è piaciuto un cazzo, c'era troppo gente ed un casino infernale. In più, non ne faccio mistero, è una musica che mi fa altamente cagare...

Per brevità:

Per brevità vi dico:

andate via.

andate altrove.

il mio blog poetico non vi tollera.

Per brevità vi dico:

non siete d'egni di respirare...

l'aria, di Sicilia.

Via!

Incomprensioni, malintendimenti...

Mi capisci quando ti parlo,
ragazza?
Sei in grado di intepretare i suoni che promanano dal mio corpus?
Ragazza, ti chiamo.
Mi interrogo: sei tu?
Chissà.

Ci sono momenti nella vita di un uomo
che lui deve prendere delle decisioni;
e spesso tu non sai quanto difficile è interrogarsi
e rispondersi... Ragazza...

Il vento del nordovest mi scompiglia i capelli...
Sento frinire le foglie ed i fogli di carta ai quali imprimo le mie poesie...
E' chiaro: trasposizione di sentimenti su carta. Questa è la poesia.
Ragazza...

Il sole di Bari, il sole di Ceppaloni, il sole tra i capelli...
Il rumore dello stridere delle campane della parrocchia di S.Antioco
Vero?
Si, lo sapevo che ti ricordavi, ragazza...

Il momento tanto atteso...
Quanto fosti presa per moglie...
Quanto perdesti della tua purezza e della tua felicità?
Ragazza...

Mi ricordo quel giorno in cui tu mi rivolsi la parola con fare indifferente
"Scusa" mi dicesti...
Ma scusa di cosa? I miei talloni callosi hanno odorato le tue membra...
Ragazza...

Ho avuto modo di ripercorrere con l'occhio della mente le varie fasi della nostra emozionante convivenza ipotetica.
L'inizio, la fine, la partita di pallone, il frinire delle fronde ancor sul tuo coll'audace...
Ragazza...

Ma poi tutto è svanito perchè stavo sognando.
E' suonata la sveglia, sono le nove, devo andare a lavorare.

mercoledì 14 maggio 2008

Poesia di Verona per i Goters...

COMPAGNIA GO>TO

Sono una compagniacome si suol dire adesso

sono moltison di Verona
città dove è nato Shakespear,
città dove è nato l'odio razziale o no, chissà?

Ci sei?
non so!
Ci vai?
Che fai!
Non c'è!
Chi è?
Vien qua!
Vai là!
Vieni a Verona!

Fatti vedere...
Ci sono cose che non puoi sapere,
se non vieni a Verona!

Verona, città, paese, locuzione, immaginazione, situazionismo, interzona, argomento, intrallazzo, amore, odio, Feliciana a Verona nel 1998.

Molte, molte cose.

Recapitami la lettera, di Julietta, come disse Elvis Costello...

Arrivano i Goters!
Sono molti!
Sono nottambuli!
Sono secondili!
Sono milioni!

Amicizia, lealtà, calcio,
Chievo
e Verona!Patto di sangue!

Si divertono...
condividono...
stimolano...
amorizzano...
affrontano...
la Vera Verona è nei Goters!

Ciacci

Ciacci era un mio amico, era un tizio molto perbene. Però non la smetteva mai con questa storia che aveva bisogno di sacrezza. La sacrezza la cercava nelle chiese, nelle moschee, nelle diatribe, nelle pagode... La sacrezza la cercava nei libri della bibliotteca di Gagliano, in provincia del suo paese. Cercava di capire il perchè, cercava di capire come mai il mondo andasse in quella maniera. Io ci dicevo, a Ciacci: "tu devi ricondurti ad un'esistenza che sia maggiormente intrinseca". Ma Ciacci non capiva, o quantomeno faceva finta di non capire... Ed io mi ripromettevo giorno dopo giorno di fare alcune cose per lui, come per esempio acquistargli alla bibliotteca del paese un libro di Schopenauer che avevo visto e che mi sembrava interessante. Ma cosa vuoi che capisca, Ciacci, di queste cose? Nella sua continua e spasmodica ricerca della sacrezza si era otturato le orecchie di pan di spagna e si era fatto alcune cose molto interessanti con l'henné sulla fronte.. Ciacci, dove stai andando??

Poi un bel giorno, anzi brutto a dire il vero, il Ciacci mi ha detto che voleva farsi sacerdotale! Non stiamo parlando di sacerdotezza nel senso di stare a fare il prete, stiamo parlando di sacerdotezza che voleva andare in India a fare del bene ai mussulmani dell'India. Sua mamma, la sig.ra Maria grazia, era molto contraria. Suo padre, che ha un bar, era favorevole, perchè diceva che così almeno Ciacci non faceva più malanni nel bar.
Ciacci non ha una fidanzata che possa esprimere la sua opinione, alla fine Ciacci non ha mai baciato una ragazza. Lui dice che alle medie ha baciato Feliciana ma non è vero e Gianluca può confermarlo.
Ma cosa fai Ciacci?
Ti ricordi il cinema del rione? Ti ricordi i film di Mikael Jay Fox? Il nostro eroe di gioventù? Ciacci ripensaci.

Tracontanza, cosa dissi? Non ricordo...

Ero io

quel giorno

in Lucania

faceva caldo

era il cannoneggiare dei cardi al vento che si muovevano al suono di una litania a me sconosciuta, ma probabilmente di tipo lituano...

vieni qui, ti dicessi... Ma tu non oltrepassavi la linea d'ombra. Tu non ti ricavavi il tuo perchè in un modo o nell'altro...

Tu mi dicevi che era il tempo delle gioie ed il tempo degli amici che fanno molte cose insieme e tu non volevi più stare con me.... Feliciana, I Love you plus and plus!

Secondo voi dove dovrebbe essere fondata la seconda capitale d'Italia

Quale' il blog piu' inutile del mondo