Oriano,
perfino tu, le membra che mi si scollano dal corpo.
Come in un'onda ondivaga, che fa così e fa colà.
E poi ritorni, tonitruante nel tuo "io" e nel tuo "es".
Poi mi dici "Antopio, amico tu mio sii!".
Ma io che sia te o sia Feliciana non comincio.
Rifuggo.
Eternalità ed esternalità, la scienza è paradisiaca.
Io in te recrimino, ma poi abbaudo.
Per favore, Oriano, media.
Media con me per Feliciana, per me, con lei, con egli!
Gianluca, mi odia, perchè le ho amato la sora.
Ma tu? Che cosa hai compreso?
Ti sei ripreso! Hai detto "SPIFFE"?
Forse si, forse no, forse anche!
Ma io mi ricordo di te.
Eri un minchiamare, da bambino.
Poi, te ne sei andato a Nuova Yorks.
Hai detto circostanze che io non ero in grado di comportamentare.
Ma se tu io lei noi voi essi con te coniglio.
Pappppp.
Ectoplasmicamente mi ritraggo, nel mio io.
Nella poesia, in te in me !
Addome.
Flauto.
Nebbia.
Cado.
Chi?.
Fulvio.
mercoledì 2 dicembre 2009
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3 commenti:
pensavo fossi morto.
Non sei più quello di una volta.
Torna pure morto quando vuoi.
Pech frocio: MUORI!
VAI DA ORIANO A FARTI APRIRE L'ANO,
TU SEI FROCIO E ANCHE FINOCCHIO
SUCCHI IL CAZZO
E CHIUDI UN OCCHIO,
PRENDI IN CULO RAMI E PALI
DA NEGRI CANI E ALTRI ANIMALI,
SEI UN TERRONE GRAN COGLIONE
PUZZI E AVELLI TAL FOGNONE
VAFFANCULO TE E TO' MA
CAZO STAI A FARE QUA?
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